giovedì 8 maggio 2014

Lama Monlam 12-13-14 maggio





Domenica 11 Maggio   dalle ore 17 alle 19

Incontro aperto con il Lama

Sarà possibile porre domande a Ghesce La e ricevere i suoi preziosi consigli sulla pratica e sulla filosofia buddhista


[Lunedì 12, Martedì 13 e Mercoledì 14 Maggio alle ore 20:30]


In questo mese avremo anche l'onore di ospitare Lama Ciampa Monlam che nelle serate dal 12 al 14 Maggio darà per noi insegnamenti di Dharma


Lama Ciampa Monlam

Nasce a Lhasa in Tibet nel 1926. Entra bambino nel Monastero Ghelugpa di Tsecholing a Lhasa, dove viveva un suo fratello più vecchio. Compito specifico del Gompa era quello della celebrazione quotidiana dei rituali al Palazzo del Potala, sia per il Dalai Lama che per il Governo Tibetano. Lì Lama Monlam riceve la formazione di ‘maestro di cerimonia’. Era a Lhasa quando l’invasore cinese bombardava il Potala. Vi rimane per qualche anno travestito da laico poi si rifugia prima in India a Dharamsala e poi in Nepal a Boudhanath. Decide allora di dedicarsi alla meditazione seguendo i consigli del suo maestro, spostandosi nei luoghi sacri nepalesi. Stabilitosi infine a Pharping, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Guru  Padmasambawa e visitato da Marpa Lotzawa e caro a tutte le tradizioni tibetane, conclude i ritiri prescritti. Lama è particolarmente devoto alla pratica di Tara Bianca cui a rivolto molte preghiere. E’ depositario della preghiera di “guarigione con il sale” tramandatagli oralmente per guarire in special modo le malattie provocate dai “Naga”. Ha conosciuto l’Occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia in occasione della cerimonia del Kalachakra in Austria. Nel 2006 è stato ospite di Pomaia e relatore al convegno per la salvaguardia degli Stupa Buddisti, partecipando poi al primo viaggio di avanscoperta in Ladhak.
Lama Monlam, che è anziano e parla solo tibetano, è accompagnato, assistito e tradotto in inglese dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan.
Lui si presenta così: “Voi avete incontrato molti grandi Lama, Rinpoche e Gheshe,, ebbene io non sono un Rinpoche, non sono una reincarnazione, non sono neppure un Geshe, sono un semplice monaco . Perchè vengo qui come insegnante? Alcuni dei miei amici mi hanno detto che, essendo stato in ritiro per molti anni, potrei dare essere di esempio e dare dei consigli che possono aiutarli
nella vita. Così ho pensato che poiché pratico per aiutare altri, se le mie parole e i miei consigli possono aiutare la gente allora ho realizzato il mio scopo. Persino il mio guru, H.H. Dalai Lama, mi ha detto che se puoi aiutare anche solo una  persona questo è Dharma. Così sono contento di essere qui a condividere con voi la mia esperienza”.





Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova





insegnamenti di ghese tenkyong

Insegnamenti di ghese tenkyong :
trasformare/ottimizzare l'esperienza ordinaria del vivere
questa sera (8 maggio) e domani sera (9 maggio) ore 20.30




Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova

lunedì 10 febbraio 2014

"IL MESE DEL TIBET"

Per dare la possibilità a tutte le persone interessate o solamente curiose di conoscere le tradizioni e la cultura di un popolo millenario, abbiamo organizzato una serie di incontri pubblici a partire dal 10 Febbraio 2014.
Gli eventi saranno di genere diverso e comprenderanno due mostre fotografiche, presso il palazzo della Regione Liguria, con scatti di Giampietro Mattolin, un viaggiatore e fotografo da più di trent'anni che ha attraversato e conosciuto luoghi remoti in tutti i continenti.
Si potrà assistere ad una conferenza pubblica presso il Palazzo della Regione Liguria a cura di Piero Verni, scrittore e giornalista tra i fondatori dell’Associazione Italia-Tibet di cui è stato il primo presidente. Profondo conoscitore delle civiltà orientali e delle culture indo-himalayane, da oltre vent'anni compie viaggi di studio e ricerca in India, Tibet e nella regione himalayana. Ha scritto una Biografia autorizzata di Sua Santità il Dalai Lama ed è l’autore del libro "Le terre del Buddha", pubblicato dal Touring Club.
Gli incontri pubblici con Ghesce Ngawang Sangye presso il palazzo della Regione Liguria e con Ghesce Lobsang Tenkyong presso il teatro della Tosse saranno un'occasione per conoscere due Lama tibetani che esporranno un'introduzione al Buddhismo tibetano e al Dharma.
Avremo anche la possibilità di vedere insieme delle proiezioni presso il centro di Dharma.



L’EREDITA' DEL TIBET

Il Tibet, questo sterminato altopiano grande quasi quanto l'Europa che separa e nel medesimo tempo collega le steppe mongole alle pianure indiane è, e soprattutto è stato, un immenso crocevia di razze, culture, religioni, etnie e civiltà. Forse nessun altro luogo dell'Asia ha tanto colpito la fantasia e l'inconscio del mondo occidentale, che ha voluto vedere nel Tibet il contenitore mistico di tutte le speranze, le fantasie, i sogni e i desideri che non riusciva (o non riusciva più) ad appagare. Il Tibet come Shangri-là dello spirito, luogo mitico dove i saggi potevano volare, la gente era felice e alcuni iniziati avevano forse scoperto il segreto dell'immortalità. Così veniva descritto il Tibet in alcuni popolari resoconti di viaggio dell'Ottocento e dei primi decenni del Novecento. Ovviamente le cose stavano diversamente. Il Tibet, come del resto le altre nazioni del nostro pianeta, non era un mitico paradiso terrestre, la gente non era tutta e sempre felice e nessuno aveva scoperto l'elisir di lunga vita. Quella tibetana era però una civiltà di grande valore. Poco sviluppata dal punto di vista del progresso materiale era invece incredibilmente progredita sotto il profilo della ricerca filosofica e interiore. La gente, a qualsiasi gruppo sociale appartenesse, mostrava una coesione culturale e una adesione nei confronti del proprio stile di vita che non aveva paragoni nelle limitrofe nazioni asiatiche.
L’invasione cinese degli anni ’50, soprattutto nel decennio allucinato ed iconoclasta della “Rivoluzione Culturale”, ha cercato di annientare quel mondo portandolo sino alla soglia dell’estinzione totale. Con i cambiamenti politici avvenuti in Cina a partire dagli anni ’80 dello scorso secolo le cose sono leggermente mutate e i tibetani stanno tentando di mantenere in vita almeno l’essenziale della loro civiltà sia pure in mezzo a difficoltà di ogni genere. Le cento persone che in due anni si sono immolate con il fuoco per protestare contro l’occupazione di Pechino, rivelano  quanto ancora siano drammatiche le condizioni di vita per le genti del Tibet. 
Ma l’universo tibetano, così duramente colpito sul Tetto del Mondo, continua a vivere anche nel vasto spazio di quello che generalmente viene definito “Tibet etnico” (Ladak, Sikkim, Mustang, Dolpo, Bhutan etc.). Vale a dire quell’universo himalayano abitato da popolazioni di origine tibetana che, pur non essendo mai stato governato direttamente da Lhasa, ha sempre espresso e continua ancora oggi ad esprimere una civiltà assolutamente consonante con quella tibetana per quanto riguarda religione, cultura, tradizioni e composizione sociale. E’ palese l’odierna importanza del “Tibet etnico” poiché consente di incontrare quella koiné culturale e religiosa che nel Paese delle Nevi non può più esprimersi come vorrebbe. 
Infine vi è il Tibet dell’esilio, quella microsocietà ricostruita dagli oltre centomila profughi tibetani che si sono insediati in India, Nepal, Bhutan e che cercano  in ogni modo possibile di preservare il cuore della propria cultura. Un Tibet dell’esilio che nonostante mille problemi e mille difficoltà sembra in grado di vincere la sua incredibile scommessa con la storia. 
Oggi, in quello che il Dalai Lama ha spesso definito “il periodo più drammatico della sua intera storia”, il popolo tibetano ha bisogno della solidarietà internazionale e il modo migliore per suscitarla è far conoscere la sua antica e nobile civiltà. E spiegare come l’eredità del Tibet non appartiene solo alle donne e agli uomini del Tibet ma all’intera umanità. Quindi a tutti noi.


    Piero Verni

LA PRATICA BUDDHISTA NELLA VITA QUOTIDIANA GHESCE NGAWANG SANGYE

LA PRATICA BUDDHISTA NELLA VITA QUOTIDIANA

GHESCE NGAWANG SANGYE

 11 - 12  Febbraio 2014

Martedì 11 alle ore 20.30

Mercoledì 12 alle ore 20.30   

il costo dell’insegnamento: OFFERTA MINIMA 10,00 EURO
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova

Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova


La pratica Buddhista nella vita quotidianaAnche se dall'indicazione l'argomento trattato può sembrare generico, in realtà Ghesce Ngawang Sangye darà insegnamenti sulla natura della mente di Buddha il Tathagatagarba.
Questo soggetto è motivo d'indagine nelle principali scuole filosofiche Buddhiste Mahayana,  e potrebbe essere un importante spunto per le riflessioni individuali. Inoltre è anche recente argomento di studio  per chi segue il corso Alla scoperta del Buddhismo




Ghese Ngawang Sangye 
E' un Geshe Lharampa e quindi detiene il più alto titolo di studi  conseguibile all’interno della tradizione gelug-pa. E’ in grado di insegnare qualsiasi tipo di soggetto. Ha 39 anni e la sua formazione è avvenuta nell’Università monastica di Sera je dove attualmente insegna a circa 800 monaci.
Viene considerato da tutti i più anziani maestri di Sera je come un Geshe di straordinarie qualità.


martedì 21 gennaio 2014

Il Ven. Kiabje Dagri Rinpoche visita i centri FPMT Italia


25-26 GENNAIO "La Lampada Preziosa" di Khunu Lama Rinpoche 1° parte con Ghesce Ciampa Ghelek

 25-26 GENNAIO
"La Lampada Preziosa" di Khunu Lama Rinpoche
 1° parte con Ghesce Ciampa Ghelek


La Lampada Preziosa
Di Khunu Lama Tenzin Gyaltsen (1894 – 1977).

Khunu Lama era un grandissimo maestro, laico,considerato dai buddhisti tibetani di tutte le tradizioni un esempio di altruismo e modello vivente di bodhicitta. Tra i suoi allievi anche il 14° Dalai Lama, che amava discutere con lui su concetti filosofici dei principali testi. In questo testo si racchiude in versi l’essenza del principio del budhismo mahayana : la bodhicitta. Questo significa sviluppare una pratica di altruismo e compassione verso gli altri per sollevare l’attaccamento all’io che generalmente crea delle ansie egoistiche e delle preoccupazioni, cause dei principali malesseri dei giorni nostri. Questa forma di altruismo ci permette di sviluppare amore verso gli altri esseri e di raggiungere una completa felicità interiore.
“Tenere tra le mani un testo sulla bodhicitta di khunu lama è un opportunità impagabile, una guida luminosa per ogni maestro. Mi sono sempre detto che doveva essere stato così anche S.Francesco d’Assisi.”
Sogyal Rimpoche

sabato 25 e domenica 26 gennaio
 — presso Centro Buddhista Drolkar Genova.

domenica 29 dicembre 2013

NUOVO PROGRAMMA DI STUDI "ALLA SCOPERTA DEL BUDDHISMO"

ALLA SCOPERTA DEL BUDDHISMO

Alla Scoperta del Buddhismo consiste in una serie di tredici moduli che forniscono un panorama dettagliato degli insegnamenti e della pratica del buddhismo tibetano. I moduli riguardano le seguenti tematiche:


1. LA MENTE E IL SUO POTENZIALE
2. COME MEDITARE
3. PRESENTAZIONE DEL SENTIERO
4. MORTE E RINASCITA
5. TUTTO SUL KARMA
6. SAMSARA E NIRVANA
7. COME SVILUPPARE BODHICITTA
8. TRASFORMARE I PROBLEMI
9. LA SAGGEZZA DELLA VACUITA'
10. IL RIFUGIO NEI TRE GIOIELLI
11. STABILIRE UNA PRATICA QUOTIDIANA
12. INTRODUZIONE AL TANTRA
13. IL MAESTRO SPIRITUALE

Tutti i programmi di studio pensati dall’Fpmt e proposti dal centro hanno lo scopo di far conoscere al mondo, la tradizione del buddhismo mahayana sia sul piano filosofico che spirituale e di offrire strumenti validi per comprendere la mente ed evolvere il pensiero verso un più soddisfacente modo di vivere.

Alla scoperta del buddhismoè il primo passo per conoscere i punti principali del sentiero graduale sul quale si struttura la meditazione analitica del buddhismo tibetano. Acquisire queste basi è fondamentale per chi è interessato a proseguire lo studio filosofico nel buddhismo e anche per utilizzare la meditazione come strumento per migliorare la qualità della propria vita.
Ogni soggetto si conclude in un fine settimana, dal sabato alla domenica a mezzo giorno per un totale di tre sessioni. Le sessioni sono strutturate con lezioni frontali, classi di discussione e meditazioni in relazione allo specifico argomento.
Ogni settimana si terra' un incontro tra i partecipanti, per discutere e rivedere i temi trattati nel precedente modulo. Scopo dell' incontro e' quello di coinvolgere direttamente ogni partecipante, formando piccoli gruppi per permettere di avere ognuno il tempo necessario per esporre le proprie impressioni.
Ogni tre soggetti, un intero modulo– modulo di pratica - verrà dedicato a un ritiro sugli argomenti trattati in precedenza e alla presentazione di una breve tesi orale per ogni studente.
Completando tutti i moduli, compresi quelli dedicati ai ritiri e alla presentazione delle tesi, lo studente avrà acquisito una conoscenza di livello introduttivo e un attestato di completamento.

Il percorso di studio è ritenuto completo se si è partecipato a tutti i fine settimana.


COME SEGUIRE ALLA SCOPERTA DEL BUDDHISMO



Ci sono tre approcci possibili per frequentare Alla scoperta del buddhismo
Come studente
Come uditore
Come studente online
Come studente
Frequentando l’intero corso compresi i moduli dedicati alla pratica e agli esami.

Gli iscritti al ciclo completo di Alla scoperta del buddhismo, al termine di ogni soggetto affrontato al centro, avranno la possibilità di richiedere la password che permetterà di scaricare dal sito dei programmi di studi il materiale aggiuntivo utile per approfondire, anche da casa, lo specifico soggetto e la pratica meditativa.

La richiesta della password potrà essere fatta scrivendo una mail a e darà modo di accedere a:
meditazioni guidate in audio,
dispense
audio e video di insegnamenti con Maestri Tibetani
titoli di testi consigliati
letture di supporto
Ogni modulo ha una specifica lista di letture richieste e raccomandate, che è consigliabile integrare con le seguenti:
Come meditare; Kathleen McDonald (Sangye Khadro), Chiara Luce Edizioni
Una guida per la meditazione; Karin Valham, Je Tzong Khapa EdizioniGli studenti, al termine di ogni soggetto frequentato, riceveranno un attestato di partecipazione che, in caso di interruzione del ciclo di studi in corso, permetterà di essere reintegrato in un nuovo ciclo diAlla scoperta del buddhismo, senza dover ripetere i soggetti già riconosciuti dall’attestato.
Un certificato di completamento verrà invece riconosciuto ad ogni modulo di pratica e in caso di interruzione del ciclo di studi, sarà valido per essere reintegrati in futuro senza dover ripetere i soggetti, gli esami e i ritiri già riconosciuti.
Un diploma finaleverrà rilasciato a chi completerà il programma per intero e sarà indispensabile
Per proseguire il percorso come insegnante FPMT (completando il modulo di pratica e facendo domanda alla Fondazione) , per preparare volontari specializzati come facilitatori in grado di guidare semplici meditazioni o per essere di supporto agli insegnanti di livello iniziale.

Costi
Il costo di ogni singolo modulo e' di 20 Euro.
Il costo del ritiro e' di 30 Euro.Nel caso lo studente non possa partecipare ad uno o più moduli (fino a un massimo di tre moduli)
presso il centro potrà recuperare le lezioni frequentandole presso il Centro FPMT più vino alla propria residenza (Bologna, Padova, Palermo, Pomaia). La modalità di recupero di uno o più moduli dovrà essere richiesta personalmente al coordinatore della didattica.

Come uditore
Chi è incuriosito da uno o più soggetti ma non è pronto a impegnarsi per l’intero ciclo di Alla scoperta può iscriversi, come per qualsiasi altro corso attraverso la segreteria.
La quota corso per ogni modulo è di 20,00 Euro.
Chi partecipa come uditore avrà comunque il beneficio di accedere al materiale online
Gli uditori non riceveranno attestati o certificati di partecipazione o completamento.

Come studente on-line
Benché sia fortemente consigliato frequentare Alla scoperta del buddhismo come corso residenziale, ogni modulo di Alla scoperta del buddhismo può essere acquistato on-line.
Si potranno scaricare dal nostro sito, mediante apposita password, i files audio degli insegnamenti relativi allo specifico modulo e delle meditazioni guidate, alcuni video di approfondimento (solo per alcuni dei soggetti), file in PDF della dispensa relativa al corso e letture aggiuntive, test di verifica sul soggetto per verificare il proprio apprendimento.

Il corso, così frequentato, non è equiparato al percorso residenziale per cui non verranno rilasciati attestati e non sarà possibile, pur completando lo studio dei 13 moduli, fare domanda come insegnante FPMT o facilitatore.


Le date degli incontri
18-19 Gennaio
22-23 Febbraio
22-23 Marzo
19-20 Aprile
24-25 Maggio




Attenzione potrebbero subire variazioni.
Controllare periodicamente questa pagina oppure iscriversi alla nostra mailing-list

venerdì 15 novembre 2013

L'essenza delle buone spiegazioni (2° incontro) Ven. Alak RINPOCHE 7 - 8 Dicembre 2013

L'essenza delle buone spiegazioni (2° incontro)
Ven. Alak RINPOCHE
7 - 8 Dicembre 2013
Sabato 7 con orario 14.30 - 17.00
Domenica 8 con orario 10.00 - 12.30 e 14.30 -17.00

  Il costo dell’insegnamento : OFFERTA MINIMA € 10,00 
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com

In questo prezioso insegnamento Alak Rimpoche continuerà il commento del testo del grande dotto tibetano Lama Tzong Khapa (1357 – 1419)  “L’Essenza delle Buone Spiegazioni – La lode a Buddha Shakyamuni per il suo insegnamento sul sorgere dipendente” composto, secondo la tradizione, in una sola giornata.
Questo breve componimento rappresenta una vera e propria summa della filosofia buddhista della Via di Mezzo (Madhyamaka), condensando in sole 58 strofe gli insegnamenti sulla dottrina della vacuità di vera esistenza, che nel mondo fenomenico si manifesta come il sorgere di tutte le cose in dipendenza da cause e condizioni e il loro essere prive di qualunque traccia di esistenza intrinseca.

“Porgo lodi al perfetto Buddha,
il supremo filosofo che ha insegnato
che ciò che sorge in dipendenza
è privo di produzione e cessazione,
di annientamento e permanenza,
di andare e venire,
di essere uguale e di esser differente,
è libero da costruzioni mentali ed è pace”




Alak Rimpoche

Alak Rinpoche è nato nell’India del Nord, ai piedi dell’Himalaya, nel 1971, da una famiglia di profughi tibetani fuggiti dalla loro terra a causa dell’invasione cinese, seguendo la fuga del Dalai Lama e dei più alti Lama Tibetani dopo il 1959. Fu riconosciuto nel 1978 dal tutore anziano del Dalai Lama come nona reincarnazione del precedente Alak Tulku Rinpoche, del Monastero di Chapung in Tibet. Iniziò così, all’età di sette anni, la vita da monaco presso l’università
monastica di Sera-Je nel sud dell’India dove, dopo venticinque anni di studio, ha ottenuto il titolo di Ghesce Lharampa, il più alto grado di studi filosofici tibetani. Un ulteriore studio di approfondimento sul Tantra lo ha portato presso il Gyumed Tantrik College dove ha poi completato tutti gli studi della scuola Ghelugpa. Vive attualmente a Bologna ove da insegnamenti e segue una serie di progetti umanitari a favore dei profughi tibetani e dei monaci bisognosi dell’università di Sera-Je.


INSEGNAMENTO VEN. OLIVIER ROSSI 30 NOV - 1 DIC

Le 37 pratiche del Bodhisattva
(III incontro)
Ven. Olivier ROSSI
  30 Novembre - 1 Dicembre 2013
Sabato 30 (dalle ore 14.30 alle 17.00)
Domenica 1 (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00)
Attenzione gli orari potrebbero subire variazioni. Controllare periodicamente questa pagina oppure iscriversi alla nostra mailing-list

  Il costo dell’insegnamento : OFFERTA MINIMA di € 10,00 a persona
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com

Il venerabile Olivier continuerà a commentare il testo le 37 pratiche del bodhisattva, un lo-jong esteso rivolto alla generazione e lo sviluppo dell'attitudine altruistica che ha come scopo il raggiungimento dell'illuminazione.

Ogni strofa del testo è un'istruzione chiara che, attraverso la riflessione quotidiana, allena il pensiero all'eliminazione dell'egocentrismo.

LE 37 PRATICHE DEL BODHISATTVA
(Rgyal-sras lag-len so-bdun-ma)

di Thogme Zangpo

1- Ora che hai ottenuto il prezioso corpo umano,
     Il grande vascello così difficile da trovare,
     Al fine di liberare te stesso e gli altri dall’oceano del Samsara,     Il fatto di ascoltare, riflettere e meditare giorno e notte     E’ la pratica di un Bodhisattva.
2- L’affezione verso gli amici fluisce come l’acqua.    L’astio verso i nemici brucia come il fuoco.    Immersi nel buio dell’ignoranza non si vede cosa accogliere e cosa rifiutare.    Abbandonare l’idea di appartenenza alla terra ove si dimora    E’ la pratica di un Bodhisattva.
3- Evitando i luoghi negativi, le afflizioni mentali gradualmente diminuiscono.    Senza distrazioni, gli atteggiamenti virtuosi si accrescono naturalmente.    Quando la mente diviene chiara, nasce la certezza nel Dharma.    Restare nella solitudine di questa quiete mentale    E’ la pratica di un Bodhisattva.
4- Vecchi amici e parenti si separeranno (da un Bodhisattva).    Possedimenti acquisiti con grande fatica saranno lasciati alle spalle.    L’essenza, l’Ospite, lascerà l’identificazione con la dimora corporea.    Abbandonare questa vita materiale    E’ la pratica di un Bodhisattva.
5- Quando l’amicizia con qualcuno causa l’aumento dei 3 veleni (attaccamento, avversione,ignoranza)    E ostacola l’attività di ascolto, riflessione e meditazione,    Distruggendo la gentilezza amorevole e la compassione,    Rinunciare a questa amicizia    E’ la pratica di un Bodhisattva.
6- Quando la fiducia in qualcuno fa decrescere i difetti    E le tue qualità positive crescono come la luna crescente,    Avere cura di un tale amico spirituale più di se stessi    E’ la pratica di un Bodhisattva.
7- Se sei imprigionato nel Samsara,    Quale divinità, fra tutte, ti può proteggere?    Quindi, cercare rifugio in ciò che non inganna, i 3 Gioielli,    E’ la pratica di un Bodhisattva.
8- La sofferenza dei regni inferiori, così difficile da sopportare,    E’ il frutto di azioni negative, così insegnò il Buddha.    Quindi, anche a costo della vita, non commettere mai azioni negative    E’ la pratica di un Bodhisattva.
9- Come la rugiada su un filo d’erba    La felicità nei 3 regni svanisce in un solo istante.    Lo sforzo per lo stato di liberazione che mai si modifica    E’ la pratica di un Bodhisattva.
10- Dall’inizio del tempo tua madre ha avuto cura di te,    Se ora soffre, quanto conta la tua personale felicità?    Quindi, al fine di liberare tutti gli esseri senzienti senza eccezione,    Far sorgere Bodhicitta    E’ la pratica di un Bodhisattva.
11- Tutte le sofferenze nascono dalla ricerca della propria felicità.    I perfetti Buddha si manifestano con l’intento di beneficiare gli altri.    Quindi, offrire sinceramente la propria felicità,    Per la sofferenza degli altri    E’ la pratica di un Bodhisattva.
12- Quand’anche qualcuno fosse mosso dal desiderio di rubare tutte le tue ricchezze    O incitasse qualcun altro a farlo,    Dedicargli te stesso, i tuoi averi, le tue virtù dei 3 tempi (passato, presente, futuro)    E’ la pratica di un Bodhisattva.
13- Se qualcuno ti taglia la testa    Anche se non hai commesso nulla di sbagliato,    Con la forza della compassione    Accettare il suo misfatto su te stesso (Karma)    E’ la pratica di un Bodhisattva.
14- Se qualcuno dovesse offenderti     Con bilioni di parole,     Ricambiare proclamando le sue buone qualità con cuore colmo d’amore     E’ la pratica di un Bodhisattva.
15- Se nel mezzo di una folla    Qualcuno rivela i tuoi difetti più nascosti e ti ingiuria,    Considerarlo un amico spirituale prostrandoti con rispetto    E’ la pratica di un Bodhisattva.
16- Se qualcuno di cui hai cura con così tanta attenzione come se fosse tuo figlio    Ti considera come un nemico,    Allora, come una madre il cui figlio è malato, amare ancora di più questa persona    E’ la pratica di un Bodhisattva.
17- Anche quando qualcuno che è tuo pari o inferiore    E’ spinto dal desiderio di diffamarti,    Porlo sulla sommità del capo    Con lo stesso rispetto che avresti per il tuo Maestro    E’ la pratica di un Bodhisattva.
18- Sebbene attanagliato dalla povertà e sempre disprezzato,    Sebbene provato dalla malattia e tormentato da spiriti malvagi,    Prendere su te stesso la negatività e la sofferenza di ogni essere    E mai sentirti scoraggiato    E’ la pratica di un Bodhisattva.
19- Benché famoso e importante, a cui gli altri si inchinano,    Sebbene raccogli le ricchezze della divinità del benessere,    Vedere che lo splendore mondano non ha essenza    Evitando di essere arrogante    E’ la pratica di un Bodhisattva.
20- Se non hai dominato il nemico della tua rabbia interiore    Combattendo solo gli ostacoli esterni, questi potranno solo moltiplicarsi.    Quindi, con l’arma della gentilezza amorevole e della compassione,    Il dominare la tua mente    E’ la pratica di un Bodhisattva.
21- I piaceri dei sensi sono come l’acqua salata:    Più ti fai prendere da questi, più la tua smania si accrescerà.    Quindi, quando qualcosa stimola attaccamento,    Abbandonarlo immediatamente    E’ la pratica di un Bodhisattva.
22- Tutte le illusioni sono la tua mente,    Ma essa stessa le trascende primordialmente tutte.    Conoscere la precisa natura della realtà    E rimanere liberi dalla concezione dualistica    E’ la pratica di un Bodhisattva.
23- Quando incontri oggetti che appagano la tua mente,    Sappi che sono come arcobaleni nella stagione estiva.    Sebbene sembrino bellissimi,    Vedere che non sono reali e lasciare ogni attaccamento    E’ la pratica di un Bodhisattva.
24- Tutta la sofferenza è come la morte di tuo figlio in sogno.    Considerare come vere queste apparenze illusorie, quanto è logorante!    Quindi, quando incontri circostanze spiacevoli,    Vederle come deludenti illusioni    E’ la pratica di un Bodhisattva.
25- Se coloro che aspirano ardentemente all’illuminazione rinunciano a se stessi,    Che bisogno c’è di ricercare gli oggetti esterni?    Quindi, senza alcuna speranza di riconoscimento o beneficio,    Dare con generosità    E’ la pratica di un Bodhisattva.
26- Se la mancanza di disciplina ti impedisce di migliorarti,    Allora il desiderio di beneficiare gli altri è solo un gioco.    Quindi, salvaguardare la disciplina    Senza bramosia per l’esistenza mondana    E’ la pratica di un Bodhisattva.
27- Per un Bodhisattva che cerca una ricchezza di virtù,    Ogni offesa è come un tesoro prezioso.    Quindi, senza irritarsi per nessun motivo,    Coltivare la pazienza    E’ la pratica di un Bodhisattva.
28- Se Shravakas e Pratyekabuddhas, che si sforzano per il loro unico beneficio,    Si impegnano come per spegnere un fuoco che arde sul loro capo,    Allora, per il beneficio di tutti gli esseri (e per il loro),    Coltivare gioioso impegno per far sorgere qualità positive,    E’ la pratica di un Bodhisattva.
29- La meditazione di consapevolezza (Vipashyana) perfezionandosi    con la pacificazione mentale (Shamatha)    Supera tutte le afflizioni.    Coltivare la stabilità meditativa    Che trascende i quattro stati senza forma    E’ la pratica di un Bodhisattva.
30- Senza la conoscenza suprema    Solo tramite le 5 Paramita (virtù trascendenti, qualità: Generosità, Moralità,    Pazienza, Disciplina, Sforzo gioioso) non è possibile raggiungere la perfetta illuminazione.    Perciò, unendo queste (Paramita) con i mezzi abili (Meditazione) e non concettualizzando sulle tre sfere,    Coltivare la conoscenza suprema    E’ la pratica di un Bodhisattva.
31- Se non hai analizzato la tua propria confusione,    Potresti costruire una facciata in linea con il Dharma    Mentre il tuo comportamento sarebbe opposto,    Quindi, analizzare incessantemente la tua deludente illusione e abbandonarla    E’ la pratica di un Bodhisattva.
32- Se spinto dalle tue stesse afflizioni    Tu parli dei difetti degli altri Bodhisattva,    Degenererai.    Quindi, non parlare dei difetti di coloro che hanno intrapreso il sentiero Mahayana    E’ la pratica di un Bodhisattva.
33- Desiderare ricchezze e onori porta a scontrarsi,    E le capacità di ascolto, riflessione, meditazione declinano.    Quindi, rinunciare all’attaccamento alle famiglie degli amici, parenti e sostenitori    E’ la pratica di un Bodhisattva.
34- Parole aspre disturbano la mente degli altri    E compromettono la retta condotta del Bodhisattva.    Perciò, rinunciare a parlare in modo aspro e spiacevole    E’ la pratica di un Bodhisattva.
35- Una volta abituati alle afflizioni mentali    E’ difficile curarle con antidoti.    Quindi, con il rimedio della consapevolezza mentale    Eliminare le afflizioni mentali nel momento in cui affiorano    E’ la pratica di un Bodhisattva.
36- In breve, ovunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia,    Esamina sempre lo stato della tua mente,    Coltivando la consapevolezza mentale continuamente,    Per beneficiare gli altri    E’ la pratica di un Bodhisattva.
37- Eliminare la sofferenza di tutti gli esseri,    Con la conoscenza superiore libera dai concetti delle 3 sfere,    Dedicare i meriti accumulati attraverso questi sforzi per l’illuminazione    E’ la pratica di un Bodhisattva.
Il monaco Thogme, ha composto questi versi in una grotta conosciuta come Ngulchu Rinchen Puk per beneficiare se stesso e gli altri.
Dedica dei meriti
Per la virtù dei meriti fin ora acquisiti,Per il potere di Bodhicitta,Possano tutti gli esseri divenire come il Protettore Chenrezig



Calendario prossimi incontri GHESCE DONDUP TSERING 16-17 NOVEMBRE


GHESCE DONDUP TSERING Trasformare i problemi in soluzioni

Sabato 16 Novembre: ore 15:00 - 18:00
Domenica 17 Novembre: ore 10:00 - 12:00
Collegamento video dal Centro Tara Cittamani Via Lussemburgo 4 Padova
Traduzione in italiano a cura di Massimo Dusi

Nella tradizione del buddhismo tibetano sono presenti numeri testi relativi all'"addestramento mentale" (lojong).
Il loro scopo è quello di permettere al praticante di affrontare gli inevitabili problemi della vita con una
mente saggia e costruttiva, insegnando come trovare elementi positivi ed utili per la pratica anche nelle
difficoltà.


Incontri di Studio

Studio dei testi sacri: il Lam-Rim 

Sono in corso gli incontri che hanno per oggetto il Lam-Rim, un insieme di insegnamenti fondamentali per chi desidera impegnarsi nella pratica del Dharma o che comunque desidera avere una completa visione della filosofia buddhista.
Da quando il dotto maestro indiano Atisha compose, nell‟XI secolo, il primo brevissimo testo di Lam-Rim, "La Lampada sul Sentiero verso l’Illuminazione", riunendo per la prima volta gli insegnamenti buddhisti sulla saggezza, la dottrina della vacuità, e quelli sul metodo, la pratica individuale di crescita morale e spirituale, questa forma di insegnamento è stata ripresa da molti maestri ed eruditi. Molti testi di Lam-rim sono stati da allora composti, il più importante dei quali è sicuramente il Lam-rim Chen-Mo, la Grande Esposizione degli Stadi del Sentiero, scritto nel XIV secolo dal grande maestro tibetano Lama Tzong Khapa.
Vero e proprio compendio dell‟intera dottrina buddhista, il Lam-Rim, che in lingua tibetana significa "Sentiero Graduale", descrive nella corretta successione tutti gli stadi del sentiero spirituale che si devono percorrere per ottenere l‟Illuminazione, lo stato al di là del dolore.
Gli incontri hanno la struttura di un gruppo di studio, e si tengono il martedì alle 20.30, con cadenza settimanale. 
E' possibile aggiungersi al gruppo anche dopo l'inizio del corso; è comunque raccomandato ai partecipanti di mantenere un impegno ‟minimo‟ di continuità, nello studio e nella frequenza.

Meditazione

Incontri di meditazione guidata 

Nel buddhismo tibetano il termine "meditare" significa "abituarsi", "prendere dimestichezza", da cui il proverbio "non esiste la meditazione in quanto tale, ma solo il fatto di abituarsi". Da ciò possiamo intendere che meditare è lo strumento principe che guida il praticante al perfezionamento della propria mente grazie ad una reiterata abitudine positiva volta, come dicono i nostri maestri, a beneficiare tutti gli esseri senzienti. La pratica pertanto non è fine a se stessa e non è rivolta a chi intende ottenere migliori "performance" individuali per spuntare con più facilità successi mondani. Al contrario, lo scopo della meditazione è quello di eliminare, attraverso uno strumento estremamente efficace ma assai impegnativo, i difetti mentali di cui tutti noi siamo preda, sopratutto nel relazionarci con gli altri.

incontri settimanali di meditazione : 
Ogni lunedì alle 18.00 
vi sarà un incontro di meditazione basato sul testo del Lam- Rim, il "Sentiero Graduale" che contiene un compendio di tutti gli insegnamenti buddhisti da percorrere e meditare sulla strada che conduce all’illuminazione.


Per informazioni rivolgersi a:

 Tel. 335.8063324 - segreteria@sabsel.com

Guida Spirituale

Ghesce Tenzin Tenphel

Nato nel 1956 in Tibet, nel Domo, una regione vicina al Sikkim, da una famiglia di agricoltori e nomadi. Nel 1959, dopo l’invasione cinese del Tibet, fugge con la famiglia dapprima in Sikkim e, nel 1960, nell’India del Sud.
A nove anni diventa monaco e fino ai diciassette frequenta una scuola pubblica, utilizzando le vacanze scolastiche per memorizzare i testi classici della filosofia buddhista.
A diciassette anni entra nell’università monastica di Sera-je, dove studia ventuno anni e accede al titolo di Ghesce Lharampa (il più alto riconoscimento negli studi classici delle università monastiche tibetane). Nel 1994 riceve l’ordinazione monastica completa e si reca per un anno al monastero tantrico del Gyuto, per completare la sua formazione.
Tra il 1995 e il 1996 Ghesce Tenzin Tenphel viaggia con altri monaci in Europa, negli Stati Uniti e nel Canada, dove da insegnamenti. Dal 1998 è Ghesce residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ove da abitualmente insegnamenti e, dal 1988, collabora alle diverse edizioni del Masters Program, il più elevato corso di sei anni di studio di testi buddhisti in occidente. Ghesce Tenphel si reca periodicamente nei vari centri italiani per insegnare sia i Sutra che i Tantra.
Ghesce Tenzin Tenphel è molto apprezzato tra gli occidentali per la sua chiarezza espositiva, la radiante serenità e l’esplosivo senso dell’umorismo

“Sono nato in Tibet nel 1956, su una montagna nella regione orientale dell’Amdo. Dove passa la catena dell’Himalaya. Del Tibet ricordo solo il mio piccolo cane. Avevo tre anni quando sono scappato insieme ai miei genitori”, racconta Ghesce Tenzin Tenphel. “Nel 1959 - quando i tibetani si ribellarono in modo non violento contro gli invasori cinesi e questi ultimi reagirono uccidendo in pochi mesi migliaia di persone – fuggii con la mia famiglia nel sud dell’India, dove sono cresciuto”.Tenzin Tenphel e i genitori hanno camminato per giorni in mezzo alla neve. Hanno percorso il passo del Kanchenzonga a cinque mila e cinquecento metri di altitudine e le foreste di rododendri a quattro e tre mila metri. Poi hanno attraversato il fiume che scende verso lo stato indiano del Sikkim, alla ricerca di un villaggio. L’hanno trovato solo a due mila metri: poche case e un gompa, il tempio buddhista. Da qui per raggiungere la capitale del Sikkim, Gangtok, ci vogliono almeno 24 ore di strada sterrata. Dal Tibet, quello stesso anno, scapparono 85mila profughi. “Niente è cambiato in Tibet dal ’59. La comunità non è in grado di intervenire. Alcuni monaci sono tuttora in carcere o condannati a morte”.

giovedì 7 novembre 2013

Ven. Ghesce Ciampa Ghelek

Vi aspettiamo questo week-end per gli Insegnamenti del Ven. Ghesce Ciampa GhelekOrari: Sabato 14.30 - 17.00 Domenica 10.00 - 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00


L'argomento trattato nel Sutra del Cuore della Saggezza è l'essenza degli insegnamenti del Buddha e riguarda la visione della natura ultima della realtà dei fenomeni.


IL SUTRA DEL CUORE DELLA NOBILE VITTORIOSA PERFEZIONE DELLA SAGGEZZA

Così una volta udii.

Il Bhagavan dimorava a Rajghir, sulla montagna Picco degli Avvoltoi, assieme a un vasto sangha di monaci e a un vasto sangha di bodhisattva. In quell’occasione il Bhagavan era assorbito nel samadhi sulle categorie dei fenomeni chiamato ‘percezione profonda’.
Contemporaneamente, il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara stava applicandosi proprio nella pratica della profonda perfezione della saggezza, e vide anche i cinque aggregati come vuoti di un’intrinseca natura.
Poi, tramite il potere del Buddha, il venerabile Shariputra così disse al bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara: “Come deve addestrarsi ogni figlio del lignaggio che desideri impegnarsi nella pratica della profonda perfezione della saggezza?”
Così egli parlò, e il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara rispose allora al venerabile figlio di Sharadvati:
“Shariputra, ogni figlio o figlia del lignaggio che desideri impegnarsi nella pratica della profonda perfezione della saggezza dovrebbe applicarsi in essa nel seguente modo, apprendendo correttamente e ripetutamente anche i cinque aggregati come vuoti di un’intrinseca natura. La forma è vuota, la vacuità è forma, la vacuità non è altro che forma e la forma non è altro che vacuità. Allo stesso modo sono vuoti sensazioni, discriminazioni, fattori di composizione e coscienze.
Similmente, Shariputra, tutti i fenomeni sono vacuità; sono privi di caratteristiche; non sono prodotti e non cessano; non sono contaminati e non sono privi di contaminazioni; non diminuiscono e non crescono.
Perciò, Shariputra, nella vacuità non c’è forma, né sensazione, né discriminazione, né fattore di composizione, né coscienza. Non c’é occhio, né orecchio, né naso, né lingua, né corpo, né mente. Non ci sono forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né oggetti tangibili, né fenomeni; e neppure il costituente dell’occhio e così via, fino ad includere il costituente della mente e il costituente della coscienza mentale. Non c’è ignoranza, né estinzione dell’ignoranza, fino ad includere vecchiaia e morte, ed estinzione della vecchiaia e della morte. Similmente, non c’è sofferenza, origine, cessazione e sentiero; non c’è saggezza suprema, né ottenimenti, e neppure mancanza di ottenimenti.
Perciò, Shariputra, poiché non c’è ottenimento, i bodhisattva si basano e dimorano nella perfezione della saggezza, le loro menti senza più oscurazioni e senza paura. Essendo completamente andati al di là di ogni errore, raggiungono il punto finale, il nirvana. E, affidandosi alla perfezione della saggezza, è evidente che tutti i buddha dimoranti nei tre tempi si sono anche completamente risvegliati all’insorpassabile, perfetta e piena illuminazione.
Perciò il mantra della perfezione della saggezza, il mantra della grande conoscenza, il mantra insorpassabile, il mantra uguale a ciò che non ha eguali, il mantra che pacifica completamente tutte le sofferenze, dal momento che non è falso, dovrebbe essere conosciuto come vero.
Si proclama il mantra della perfezione della saggezza:
TAYATHA (OM) GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA
Shariputra, è in questo modo che il bodhisattva mahasattva dovrebbe addestrarsi nella profonda perfezione della saggezza”.
Quindi il Bhagavan riemerse da quel samadhi ed elogiò il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara dicendo:
“Ben detto, ben detto, figlio del lignaggio, è proprio così! È proprio così! Si dovrebbe praticare la perfezione della saggezza proprio come tu hai mostrato; perfino i tathagata ne gioiscono!”
Quando il Bhagavan ebbe così parlato, il venerabile figlio di Sharadvati, il bodhisattva mahasattva arya Avalokiteshvara, l’intera assemblea attorno a loro, assieme al mondo degli dei, 
semidei e gandharva, esultarono e porsero alte lodi alla parola del Bhagavan.



Ghesce Ciampa Ghelek

 E' l’attuale docente degli studi tantrici del Masters Program residenziale dell’FPMT, oltre ad insegnare diversi soggetti nei corsi dei fine settimana.
Nel 1999 ha ricevuto il dottorato di Ghesce Lharampa, presso l’Università monastica di Sera Je, rivelandosi il primo del suo corso di studi, peraltro frequentato con successo anche da diversi allievi eccezionali, tra i quali Dagri Rinpoce.
Sul canale youtube MediaILTK è possibile seguire i video relativi all'intervista a venerabile Ghesce Ciampa Ghelek, per avere informazioni dettagliate sulla sua storia e il suo percorso di studi.