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giovedì 8 maggio 2014

Lama Monlam 12-13-14 maggio





Domenica 11 Maggio   dalle ore 17 alle 19

Incontro aperto con il Lama

Sarà possibile porre domande a Ghesce La e ricevere i suoi preziosi consigli sulla pratica e sulla filosofia buddhista


[Lunedì 12, Martedì 13 e Mercoledì 14 Maggio alle ore 20:30]


In questo mese avremo anche l'onore di ospitare Lama Ciampa Monlam che nelle serate dal 12 al 14 Maggio darà per noi insegnamenti di Dharma


Lama Ciampa Monlam

Nasce a Lhasa in Tibet nel 1926. Entra bambino nel Monastero Ghelugpa di Tsecholing a Lhasa, dove viveva un suo fratello più vecchio. Compito specifico del Gompa era quello della celebrazione quotidiana dei rituali al Palazzo del Potala, sia per il Dalai Lama che per il Governo Tibetano. Lì Lama Monlam riceve la formazione di ‘maestro di cerimonia’. Era a Lhasa quando l’invasore cinese bombardava il Potala. Vi rimane per qualche anno travestito da laico poi si rifugia prima in India a Dharamsala e poi in Nepal a Boudhanath. Decide allora di dedicarsi alla meditazione seguendo i consigli del suo maestro, spostandosi nei luoghi sacri nepalesi. Stabilitosi infine a Pharping, luogo sacro a Vajrayoghini, benedetto dalla meditazione di Guru  Padmasambawa e visitato da Marpa Lotzawa e caro a tutte le tradizioni tibetane, conclude i ritiri prescritti. Lama è particolarmente devoto alla pratica di Tara Bianca cui a rivolto molte preghiere. E’ depositario della preghiera di “guarigione con il sale” tramandatagli oralmente per guarire in special modo le malattie provocate dai “Naga”. Ha conosciuto l’Occidente nel 2002 tramite gli amici che lo hanno invitato in Italia in occasione della cerimonia del Kalachakra in Austria. Nel 2006 è stato ospite di Pomaia e relatore al convegno per la salvaguardia degli Stupa Buddisti, partecipando poi al primo viaggio di avanscoperta in Ladhak.
Lama Monlam, che è anziano e parla solo tibetano, è accompagnato, assistito e tradotto in inglese dalla nipote Anila Tenzin Tsomo del monastero di Kopan.
Lui si presenta così: “Voi avete incontrato molti grandi Lama, Rinpoche e Gheshe,, ebbene io non sono un Rinpoche, non sono una reincarnazione, non sono neppure un Geshe, sono un semplice monaco . Perchè vengo qui come insegnante? Alcuni dei miei amici mi hanno detto che, essendo stato in ritiro per molti anni, potrei dare essere di esempio e dare dei consigli che possono aiutarli
nella vita. Così ho pensato che poiché pratico per aiutare altri, se le mie parole e i miei consigli possono aiutare la gente allora ho realizzato il mio scopo. Persino il mio guru, H.H. Dalai Lama, mi ha detto che se puoi aiutare anche solo una  persona questo è Dharma. Così sono contento di essere qui a condividere con voi la mia esperienza”.





Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com
Sabsel Thekchok Ling– Corso Torino,19/1B – 16129 Genova





venerdì 15 novembre 2013

L'essenza delle buone spiegazioni (2° incontro) Ven. Alak RINPOCHE 7 - 8 Dicembre 2013

L'essenza delle buone spiegazioni (2° incontro)
Ven. Alak RINPOCHE
7 - 8 Dicembre 2013
Sabato 7 con orario 14.30 - 17.00
Domenica 8 con orario 10.00 - 12.30 e 14.30 -17.00

  Il costo dell’insegnamento : OFFERTA MINIMA € 10,00 
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com

In questo prezioso insegnamento Alak Rimpoche continuerà il commento del testo del grande dotto tibetano Lama Tzong Khapa (1357 – 1419)  “L’Essenza delle Buone Spiegazioni – La lode a Buddha Shakyamuni per il suo insegnamento sul sorgere dipendente” composto, secondo la tradizione, in una sola giornata.
Questo breve componimento rappresenta una vera e propria summa della filosofia buddhista della Via di Mezzo (Madhyamaka), condensando in sole 58 strofe gli insegnamenti sulla dottrina della vacuità di vera esistenza, che nel mondo fenomenico si manifesta come il sorgere di tutte le cose in dipendenza da cause e condizioni e il loro essere prive di qualunque traccia di esistenza intrinseca.

“Porgo lodi al perfetto Buddha,
il supremo filosofo che ha insegnato
che ciò che sorge in dipendenza
è privo di produzione e cessazione,
di annientamento e permanenza,
di andare e venire,
di essere uguale e di esser differente,
è libero da costruzioni mentali ed è pace”




Alak Rimpoche

Alak Rinpoche è nato nell’India del Nord, ai piedi dell’Himalaya, nel 1971, da una famiglia di profughi tibetani fuggiti dalla loro terra a causa dell’invasione cinese, seguendo la fuga del Dalai Lama e dei più alti Lama Tibetani dopo il 1959. Fu riconosciuto nel 1978 dal tutore anziano del Dalai Lama come nona reincarnazione del precedente Alak Tulku Rinpoche, del Monastero di Chapung in Tibet. Iniziò così, all’età di sette anni, la vita da monaco presso l’università
monastica di Sera-Je nel sud dell’India dove, dopo venticinque anni di studio, ha ottenuto il titolo di Ghesce Lharampa, il più alto grado di studi filosofici tibetani. Un ulteriore studio di approfondimento sul Tantra lo ha portato presso il Gyumed Tantrik College dove ha poi completato tutti gli studi della scuola Ghelugpa. Vive attualmente a Bologna ove da insegnamenti e segue una serie di progetti umanitari a favore dei profughi tibetani e dei monaci bisognosi dell’università di Sera-Je.


INSEGNAMENTO VEN. OLIVIER ROSSI 30 NOV - 1 DIC

Le 37 pratiche del Bodhisattva
(III incontro)
Ven. Olivier ROSSI
  30 Novembre - 1 Dicembre 2013
Sabato 30 (dalle ore 14.30 alle 17.00)
Domenica 1 (dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00)
Attenzione gli orari potrebbero subire variazioni. Controllare periodicamente questa pagina oppure iscriversi alla nostra mailing-list

  Il costo dell’insegnamento : OFFERTA MINIMA di € 10,00 a persona
Per informazioni tel. 335.8063324 – mail : segreteria@sabsel.com

Il venerabile Olivier continuerà a commentare il testo le 37 pratiche del bodhisattva, un lo-jong esteso rivolto alla generazione e lo sviluppo dell'attitudine altruistica che ha come scopo il raggiungimento dell'illuminazione.

Ogni strofa del testo è un'istruzione chiara che, attraverso la riflessione quotidiana, allena il pensiero all'eliminazione dell'egocentrismo.

LE 37 PRATICHE DEL BODHISATTVA
(Rgyal-sras lag-len so-bdun-ma)

di Thogme Zangpo

1- Ora che hai ottenuto il prezioso corpo umano,
     Il grande vascello così difficile da trovare,
     Al fine di liberare te stesso e gli altri dall’oceano del Samsara,     Il fatto di ascoltare, riflettere e meditare giorno e notte     E’ la pratica di un Bodhisattva.
2- L’affezione verso gli amici fluisce come l’acqua.    L’astio verso i nemici brucia come il fuoco.    Immersi nel buio dell’ignoranza non si vede cosa accogliere e cosa rifiutare.    Abbandonare l’idea di appartenenza alla terra ove si dimora    E’ la pratica di un Bodhisattva.
3- Evitando i luoghi negativi, le afflizioni mentali gradualmente diminuiscono.    Senza distrazioni, gli atteggiamenti virtuosi si accrescono naturalmente.    Quando la mente diviene chiara, nasce la certezza nel Dharma.    Restare nella solitudine di questa quiete mentale    E’ la pratica di un Bodhisattva.
4- Vecchi amici e parenti si separeranno (da un Bodhisattva).    Possedimenti acquisiti con grande fatica saranno lasciati alle spalle.    L’essenza, l’Ospite, lascerà l’identificazione con la dimora corporea.    Abbandonare questa vita materiale    E’ la pratica di un Bodhisattva.
5- Quando l’amicizia con qualcuno causa l’aumento dei 3 veleni (attaccamento, avversione,ignoranza)    E ostacola l’attività di ascolto, riflessione e meditazione,    Distruggendo la gentilezza amorevole e la compassione,    Rinunciare a questa amicizia    E’ la pratica di un Bodhisattva.
6- Quando la fiducia in qualcuno fa decrescere i difetti    E le tue qualità positive crescono come la luna crescente,    Avere cura di un tale amico spirituale più di se stessi    E’ la pratica di un Bodhisattva.
7- Se sei imprigionato nel Samsara,    Quale divinità, fra tutte, ti può proteggere?    Quindi, cercare rifugio in ciò che non inganna, i 3 Gioielli,    E’ la pratica di un Bodhisattva.
8- La sofferenza dei regni inferiori, così difficile da sopportare,    E’ il frutto di azioni negative, così insegnò il Buddha.    Quindi, anche a costo della vita, non commettere mai azioni negative    E’ la pratica di un Bodhisattva.
9- Come la rugiada su un filo d’erba    La felicità nei 3 regni svanisce in un solo istante.    Lo sforzo per lo stato di liberazione che mai si modifica    E’ la pratica di un Bodhisattva.
10- Dall’inizio del tempo tua madre ha avuto cura di te,    Se ora soffre, quanto conta la tua personale felicità?    Quindi, al fine di liberare tutti gli esseri senzienti senza eccezione,    Far sorgere Bodhicitta    E’ la pratica di un Bodhisattva.
11- Tutte le sofferenze nascono dalla ricerca della propria felicità.    I perfetti Buddha si manifestano con l’intento di beneficiare gli altri.    Quindi, offrire sinceramente la propria felicità,    Per la sofferenza degli altri    E’ la pratica di un Bodhisattva.
12- Quand’anche qualcuno fosse mosso dal desiderio di rubare tutte le tue ricchezze    O incitasse qualcun altro a farlo,    Dedicargli te stesso, i tuoi averi, le tue virtù dei 3 tempi (passato, presente, futuro)    E’ la pratica di un Bodhisattva.
13- Se qualcuno ti taglia la testa    Anche se non hai commesso nulla di sbagliato,    Con la forza della compassione    Accettare il suo misfatto su te stesso (Karma)    E’ la pratica di un Bodhisattva.
14- Se qualcuno dovesse offenderti     Con bilioni di parole,     Ricambiare proclamando le sue buone qualità con cuore colmo d’amore     E’ la pratica di un Bodhisattva.
15- Se nel mezzo di una folla    Qualcuno rivela i tuoi difetti più nascosti e ti ingiuria,    Considerarlo un amico spirituale prostrandoti con rispetto    E’ la pratica di un Bodhisattva.
16- Se qualcuno di cui hai cura con così tanta attenzione come se fosse tuo figlio    Ti considera come un nemico,    Allora, come una madre il cui figlio è malato, amare ancora di più questa persona    E’ la pratica di un Bodhisattva.
17- Anche quando qualcuno che è tuo pari o inferiore    E’ spinto dal desiderio di diffamarti,    Porlo sulla sommità del capo    Con lo stesso rispetto che avresti per il tuo Maestro    E’ la pratica di un Bodhisattva.
18- Sebbene attanagliato dalla povertà e sempre disprezzato,    Sebbene provato dalla malattia e tormentato da spiriti malvagi,    Prendere su te stesso la negatività e la sofferenza di ogni essere    E mai sentirti scoraggiato    E’ la pratica di un Bodhisattva.
19- Benché famoso e importante, a cui gli altri si inchinano,    Sebbene raccogli le ricchezze della divinità del benessere,    Vedere che lo splendore mondano non ha essenza    Evitando di essere arrogante    E’ la pratica di un Bodhisattva.
20- Se non hai dominato il nemico della tua rabbia interiore    Combattendo solo gli ostacoli esterni, questi potranno solo moltiplicarsi.    Quindi, con l’arma della gentilezza amorevole e della compassione,    Il dominare la tua mente    E’ la pratica di un Bodhisattva.
21- I piaceri dei sensi sono come l’acqua salata:    Più ti fai prendere da questi, più la tua smania si accrescerà.    Quindi, quando qualcosa stimola attaccamento,    Abbandonarlo immediatamente    E’ la pratica di un Bodhisattva.
22- Tutte le illusioni sono la tua mente,    Ma essa stessa le trascende primordialmente tutte.    Conoscere la precisa natura della realtà    E rimanere liberi dalla concezione dualistica    E’ la pratica di un Bodhisattva.
23- Quando incontri oggetti che appagano la tua mente,    Sappi che sono come arcobaleni nella stagione estiva.    Sebbene sembrino bellissimi,    Vedere che non sono reali e lasciare ogni attaccamento    E’ la pratica di un Bodhisattva.
24- Tutta la sofferenza è come la morte di tuo figlio in sogno.    Considerare come vere queste apparenze illusorie, quanto è logorante!    Quindi, quando incontri circostanze spiacevoli,    Vederle come deludenti illusioni    E’ la pratica di un Bodhisattva.
25- Se coloro che aspirano ardentemente all’illuminazione rinunciano a se stessi,    Che bisogno c’è di ricercare gli oggetti esterni?    Quindi, senza alcuna speranza di riconoscimento o beneficio,    Dare con generosità    E’ la pratica di un Bodhisattva.
26- Se la mancanza di disciplina ti impedisce di migliorarti,    Allora il desiderio di beneficiare gli altri è solo un gioco.    Quindi, salvaguardare la disciplina    Senza bramosia per l’esistenza mondana    E’ la pratica di un Bodhisattva.
27- Per un Bodhisattva che cerca una ricchezza di virtù,    Ogni offesa è come un tesoro prezioso.    Quindi, senza irritarsi per nessun motivo,    Coltivare la pazienza    E’ la pratica di un Bodhisattva.
28- Se Shravakas e Pratyekabuddhas, che si sforzano per il loro unico beneficio,    Si impegnano come per spegnere un fuoco che arde sul loro capo,    Allora, per il beneficio di tutti gli esseri (e per il loro),    Coltivare gioioso impegno per far sorgere qualità positive,    E’ la pratica di un Bodhisattva.
29- La meditazione di consapevolezza (Vipashyana) perfezionandosi    con la pacificazione mentale (Shamatha)    Supera tutte le afflizioni.    Coltivare la stabilità meditativa    Che trascende i quattro stati senza forma    E’ la pratica di un Bodhisattva.
30- Senza la conoscenza suprema    Solo tramite le 5 Paramita (virtù trascendenti, qualità: Generosità, Moralità,    Pazienza, Disciplina, Sforzo gioioso) non è possibile raggiungere la perfetta illuminazione.    Perciò, unendo queste (Paramita) con i mezzi abili (Meditazione) e non concettualizzando sulle tre sfere,    Coltivare la conoscenza suprema    E’ la pratica di un Bodhisattva.
31- Se non hai analizzato la tua propria confusione,    Potresti costruire una facciata in linea con il Dharma    Mentre il tuo comportamento sarebbe opposto,    Quindi, analizzare incessantemente la tua deludente illusione e abbandonarla    E’ la pratica di un Bodhisattva.
32- Se spinto dalle tue stesse afflizioni    Tu parli dei difetti degli altri Bodhisattva,    Degenererai.    Quindi, non parlare dei difetti di coloro che hanno intrapreso il sentiero Mahayana    E’ la pratica di un Bodhisattva.
33- Desiderare ricchezze e onori porta a scontrarsi,    E le capacità di ascolto, riflessione, meditazione declinano.    Quindi, rinunciare all’attaccamento alle famiglie degli amici, parenti e sostenitori    E’ la pratica di un Bodhisattva.
34- Parole aspre disturbano la mente degli altri    E compromettono la retta condotta del Bodhisattva.    Perciò, rinunciare a parlare in modo aspro e spiacevole    E’ la pratica di un Bodhisattva.
35- Una volta abituati alle afflizioni mentali    E’ difficile curarle con antidoti.    Quindi, con il rimedio della consapevolezza mentale    Eliminare le afflizioni mentali nel momento in cui affiorano    E’ la pratica di un Bodhisattva.
36- In breve, ovunque tu sia e qualsiasi cosa tu faccia,    Esamina sempre lo stato della tua mente,    Coltivando la consapevolezza mentale continuamente,    Per beneficiare gli altri    E’ la pratica di un Bodhisattva.
37- Eliminare la sofferenza di tutti gli esseri,    Con la conoscenza superiore libera dai concetti delle 3 sfere,    Dedicare i meriti accumulati attraverso questi sforzi per l’illuminazione    E’ la pratica di un Bodhisattva.
Il monaco Thogme, ha composto questi versi in una grotta conosciuta come Ngulchu Rinchen Puk per beneficiare se stesso e gli altri.
Dedica dei meriti
Per la virtù dei meriti fin ora acquisiti,Per il potere di Bodhicitta,Possano tutti gli esseri divenire come il Protettore Chenrezig



Calendario prossimi incontri GHESCE DONDUP TSERING 16-17 NOVEMBRE


GHESCE DONDUP TSERING Trasformare i problemi in soluzioni

Sabato 16 Novembre: ore 15:00 - 18:00
Domenica 17 Novembre: ore 10:00 - 12:00
Collegamento video dal Centro Tara Cittamani Via Lussemburgo 4 Padova
Traduzione in italiano a cura di Massimo Dusi

Nella tradizione del buddhismo tibetano sono presenti numeri testi relativi all'"addestramento mentale" (lojong).
Il loro scopo è quello di permettere al praticante di affrontare gli inevitabili problemi della vita con una
mente saggia e costruttiva, insegnando come trovare elementi positivi ed utili per la pratica anche nelle
difficoltà.


Meditazione

Incontri di meditazione guidata 

Nel buddhismo tibetano il termine "meditare" significa "abituarsi", "prendere dimestichezza", da cui il proverbio "non esiste la meditazione in quanto tale, ma solo il fatto di abituarsi". Da ciò possiamo intendere che meditare è lo strumento principe che guida il praticante al perfezionamento della propria mente grazie ad una reiterata abitudine positiva volta, come dicono i nostri maestri, a beneficiare tutti gli esseri senzienti. La pratica pertanto non è fine a se stessa e non è rivolta a chi intende ottenere migliori "performance" individuali per spuntare con più facilità successi mondani. Al contrario, lo scopo della meditazione è quello di eliminare, attraverso uno strumento estremamente efficace ma assai impegnativo, i difetti mentali di cui tutti noi siamo preda, sopratutto nel relazionarci con gli altri.

incontri settimanali di meditazione : 
Ogni lunedì alle 18.00 
vi sarà un incontro di meditazione basato sul testo del Lam- Rim, il "Sentiero Graduale" che contiene un compendio di tutti gli insegnamenti buddhisti da percorrere e meditare sulla strada che conduce all’illuminazione.


Per informazioni rivolgersi a:

 Tel. 335.8063324 - segreteria@sabsel.com

Guida Spirituale

Ghesce Tenzin Tenphel

Nato nel 1956 in Tibet, nel Domo, una regione vicina al Sikkim, da una famiglia di agricoltori e nomadi. Nel 1959, dopo l’invasione cinese del Tibet, fugge con la famiglia dapprima in Sikkim e, nel 1960, nell’India del Sud.
A nove anni diventa monaco e fino ai diciassette frequenta una scuola pubblica, utilizzando le vacanze scolastiche per memorizzare i testi classici della filosofia buddhista.
A diciassette anni entra nell’università monastica di Sera-je, dove studia ventuno anni e accede al titolo di Ghesce Lharampa (il più alto riconoscimento negli studi classici delle università monastiche tibetane). Nel 1994 riceve l’ordinazione monastica completa e si reca per un anno al monastero tantrico del Gyuto, per completare la sua formazione.
Tra il 1995 e il 1996 Ghesce Tenzin Tenphel viaggia con altri monaci in Europa, negli Stati Uniti e nel Canada, dove da insegnamenti. Dal 1998 è Ghesce residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia ove da abitualmente insegnamenti e, dal 1988, collabora alle diverse edizioni del Masters Program, il più elevato corso di sei anni di studio di testi buddhisti in occidente. Ghesce Tenphel si reca periodicamente nei vari centri italiani per insegnare sia i Sutra che i Tantra.
Ghesce Tenzin Tenphel è molto apprezzato tra gli occidentali per la sua chiarezza espositiva, la radiante serenità e l’esplosivo senso dell’umorismo

“Sono nato in Tibet nel 1956, su una montagna nella regione orientale dell’Amdo. Dove passa la catena dell’Himalaya. Del Tibet ricordo solo il mio piccolo cane. Avevo tre anni quando sono scappato insieme ai miei genitori”, racconta Ghesce Tenzin Tenphel. “Nel 1959 - quando i tibetani si ribellarono in modo non violento contro gli invasori cinesi e questi ultimi reagirono uccidendo in pochi mesi migliaia di persone – fuggii con la mia famiglia nel sud dell’India, dove sono cresciuto”.Tenzin Tenphel e i genitori hanno camminato per giorni in mezzo alla neve. Hanno percorso il passo del Kanchenzonga a cinque mila e cinquecento metri di altitudine e le foreste di rododendri a quattro e tre mila metri. Poi hanno attraversato il fiume che scende verso lo stato indiano del Sikkim, alla ricerca di un villaggio. L’hanno trovato solo a due mila metri: poche case e un gompa, il tempio buddhista. Da qui per raggiungere la capitale del Sikkim, Gangtok, ci vogliono almeno 24 ore di strada sterrata. Dal Tibet, quello stesso anno, scapparono 85mila profughi. “Niente è cambiato in Tibet dal ’59. La comunità non è in grado di intervenire. Alcuni monaci sono tuttora in carcere o condannati a morte”.

giovedì 7 novembre 2013

Seminario Shanti Yoga 9-10 novembre 2013

Sabato mattina dalle ore 9.00 si terrà un breve seminario presso il Centro Buddhista Drolkar Genova che mostrerà come lo Yoga è una base importante di pratica per la scienza dell'Ayurveda e sopratutto un valido supporto terapeutico. Adottando i criteri di analisi dell’Ayurveda ogni partecipante potrà determinare la sua costituzione fisica e mentale, verificarne gli squilibri, ed individuare metodi che possano produrre un riequilibrio generale attraverso le pratiche dello Shanti Yoga.

https://www.facebook.com/events/1425471594337436/





mercoledì 6 novembre 2013

lunedì 4 novembre 2013

Chi siamo...



Sabsel Thekchok Ling nasce dall’impegno di un gruppo composto da praticanti del buddhismo tibetano e da non buddhisti, accomunati dalla convinzione che il Dharma, l’insegnamento del Buddha, rappresenti un sentiero di evoluzione e pratica spirituale profondo ed attuale per chiunque, di qualsiasi credo religioso e posizione filosofica.
Sabsel Thekchok Ling significa in lingua tibetana Centro dell’Eccellente Veicolo Chiaro e Profondo. Il nome è stato suggerito dal venerabile Dagri Rimpoche il 2 gennaio 2010.
Il centro è successivamente entrato a far parte della principale organizzazione mondiale di buddhismo mahayano, ovvero l’ Fpmt, la cui guida è Lama Zopa Rimpoche. Lama Zopa ci ha dato il nome Drolkar (Tara Bianca) affinchè questo possa essere di buon auspicio.
Il Centro si affida alla guida spirituale di Ghesce Tenzin Tenphel, Lama residente presso l’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI), e si propone di consentire, a chiunque lo desideri, l’accesso agli insegnamenti, allo studio e alla pratica del buddhismo tibetano, attraverso gli insegnamenti di Maestri, insegnanti ordinati e laici del Sangha (la comunità dei praticanti), e attraverso il dibattito interdisciplinare di studiosi interessati all’interazione delle scienze e delle arti con il Dharma.
Nato nel corso del 2010, Sabsel Thekchok Ling segue un calendario mensile di insegnamenti di Maestri, insegnanti ordinati e laici del Sangha (la comunità dei praticanti), incontri di meditazione e studio dei testi buddhisti.